Il web si popola in questi giorni di splendide manifestazioni artistiche che nascono spontaneamente là dove la città si trasforma, il grigio cede il passo al colore, la monotonia lascia spazio alla fantasia. Gli artisti di strada, da sempre, desiderano mostrare la propria creatività usando non tele e pennelli, ma oggetti del quotidiano, quasi a voler “restituire” qualcosa ai luoghi in cui vivono.

 

Dopo i writer che decorano pareti di vecchi edifici e magazzini dismessi nelle periferie per dare nuova luce e nuova vita ad angoli marginali dell’urbanità, o che regalano un tocco di colore al grigiore metallico delle carrozze di metropolitane, treni e tram, l’ultimo trend della street art internazionale sembra essere dedicato alle scale.

 

Le scalinate sono, di per sé, un incredibile esempio di arredo urbano: lungi da essere semplici raccordi funzionali tra alto e basso, diventano quasi oggetti simbolici, capaci di far sognare chi le percorre o le fotografa. Basti pensare alla scalinata di Piazza di Spagna a Roma, cuore brulicante della zona più commerciale e viva della Capitale, o i gradoni rosati dell’Arena di Verona, o ancora le strette scale che portano alla cime di celebri monumenti, ma che sono di per sé parte suggestiva della visita, come l’ascesa alla cupola di Firenze.

 

San Francisco

 

Grazie alla fantasia degli street artist si trasformano in tele su cui dipingere i colori della cultura locale: a Valparaiso in Cile i gradini diventano tasti di un pianoforte, simbolo dell’amore dei popoli latini per la musica, a San Francisco i gradini di 16th Avenue Tiled Steps sono realizzati con la tecnica del mosaico, con il dichiarato scopo di migliorare l’umore dei passanti, grazie ai pattern che ricordano elementi dell’Oceano, o le colorate carpe Koi, simboli della fauna orientale, che “nuotano” su una scalinata coreana.

 

Siria

 

Spesso, l’arte si trasforma anche in denuncia sociale e speranza per un popolo in affanno: in Siria, a Dairatieh la scala più lunga della città è stata dipinta dagli studenti volontari, chiamati Jood, per esprimere il concetto di pace.